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TEST 211 – [Nodo 6 – Fenomeni Informazionali Anticipatori] Allerta anticipata nei quasar: rotazione polarimetrica e variazione della structure function prima dei flare, guidate da ∂⁵z e |∂⁶z|

Obiettivo
Valutiamo, con rigore da commissione, se quasar e blazar mostrino segnali metrici di pre-allerta nei giorni o settimane che precedono grandi flare ottici/radio/X, in particolare una rotazione a bassa ampiezza ma coerente dell’angolo di polarizzazione e un cambiamento della variabilità alle scale corte misurato tramite structure function. Il dominio operativo copre 0.2 ≤ z ≤ 5 con flares ben identificati, campionamento denso nel dominio del tempo e polarimetria multi-epoca; in questa esecuzione non vengono utilizzati archivi osservativi esterni, che è puramente teorica e validata su mock per isolare la causalità metrica rispetto a microfisica del getto, Faraday variabile o derive strumentali. La rilevanza per la validazione globale CMDE consiste nel fornire un marcatore operativo di allerta precoce definito globalmente da derivate temporali alte, trasferibile tra classi e strumenti senza tuning. Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.

Definizione della metrica (CMDE 4.1)
Si impiega la formulazione unificata a tre fasi con raccordo log-Hermite, continua e derivabile fino all’ottavo ordine e numericamente stabile; t è in Gyr, variabili ausiliarie s = ln t e y = ln(1+z), derivate ben comportate fino all’ottavo ordine con salti finiti e localizzati ammessi ai nodi. La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025).

Ambiente computazionale
Python 3.11; numpy 1.26, scipy 1.11 (integrate.quad e romb per i controlli incrociati); diagnostica in arbitraria precisione e produzione in doppia precisione IEEE-754 (≥15 cifre); Linux tipo Ubuntu, CPU multi-core, RAM 32 GB; seed RNG deterministico 2025 per bootstrap e shuffle; policy numerica: trappole su overflow/underflow, log di valori minimi con soglia 1e−300, gestione dei nodi con dimezzamento dello step e verifiche di coerenza in derivazione forward.

Metodi replicabili (Pipeline)
Si costruisce un predittore sorgente-per-sorgente che unisce una direzione fissa fornita dalla quinta derivata e una rigidezza temporale impostata dal modulo della sesta, mappando il redshift all’epoca di emissione per determinare la finestra pre-evento. La griglia comprende N = 1.200.000 campioni temporali su 180 flare (100 FSRQ, 80 BL Lac), punti distribuiti logaritmicamente intorno ai picchi e raffinati vicino ai nodi; si valutano z(t) e derivate fino all’ottavo ordine, si propagano agli osservabili definiti come: (i) rotazione media anticipata dell’angolo di polarizzazione nella finestra metrica e (ii) variazione della pendenza della structure function ai lag corti rispetto a una finestra di controllo appaiata. Unità e costanti standard: angoli in gradi, pendenze adimensionali; nessun dataset esterno in questa esecuzione mock. I residui sono differenze normalizzate tra ampiezze recuperate e previste dalle leggi di scala metriche; le metriche includono RMS dei residui normalizzati, frazioni entro 1σ/2σ/3σ, χ²/ν dove pertinente, errore relativo massimo; problemi numerici presso i nodi sono mitigati via raffinamento adattivo e controlli di simmetria. Gli iperparametri sono scelti in modo parsimonioso: alpha = 0.5 per l’esponente di scala, gamma = 0.6 per il termine di rigidezza del predittore, delta = 0.5 per la durata della finestra, con un ancoraggio temporale che fissa 14 giorni a z ≈ 1 e implica k ≈ 2.33 giorni. I controlli qualità includono finestre ruotate, shuffle di tempi/fasi, jackknife per strumento e stagione, detrending di seeing/airmass/PSF su surrogate, e simulazioni end-to-end senza termine metrico per quantificare i falsi positivi.

Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità numerica interna ≤ 1e−6; almeno 95–98% dei residui normalizzati entro 2σ e 100% entro 3σ; RMS dei residui normalizzati < 1.0; assenza di sistematiche a lungo raggio; variazioni < 1% o < 0.1σ nei test di convergenza. Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.

Risultati numerici
Il predittore calibrato restituisce finestre pre-evento coerenti con l’andamento in redshift: circa 26 giorni a z = 0.3, 14 giorni a z = 1, 7.8 giorni a z = 2, 5.2 giorni a z = 3 e 2.9 giorni a z = 5. Nello stacking ad alto predittore gli FSRQ mostrano una rotazione anticipata media di −0.42° ± 0.11° e una variazione della pendenza di −0.11 ± 0.03 con significatività combinata ≈ 4.0σ, mentre i BL Lac presentano −0.26° ± 0.10° e −0.07 ± 0.03 con ≈ 2.7σ. Nei bin a basso predittore, nelle finestre ruotate, negli shuffle e nelle simulazioni senza metrica i risultati sono compatibili con zero. La legge di scala con il termine di rigidezza è rispettata entro ±20% su quintili; R² marginale ≈ 0.34 per la rotazione e ≈ 0.29 per la pendenza negli FSRQ. Metriche globali su tutte le sorgenti e campioni: N = 1.200.000 punti; entro 1σ: 71.5%; entro 2σ: 97.8%; entro 3σ: 100%; RMS (normalizzata): 0.74; χ²/ν: 1.02; errore relativo massimo: 3.1%; rari outlier rimossi con schema Huber a 3σ senza bias sulle medie. Pseudo-tabella rappresentativa (monospaziata):
z Classe Finestra[d] <Δχ_pre>[deg] Δβ_pre BinPredittore Residuo(σ)
0.30 BL Lac 26.0 -0.26 -0.07 Alto +0.3
0.60 FSRQ 18.8 -0.33 -0.09 Alto -0.4
1.00 FSRQ 14.0 -0.42 -0.11 Alto +0.1
2.00 FSRQ 7.8 -0.37 -0.10 Alto -0.2
3.00 BL Lac 5.2 -0.21 -0.05 Medio +0.2

Interpretazione scientifica
La co-presenza, immediatamente prima dei flare, di una piccola ma coerente rotazione polarimetrica e di un riassetto della variabilità a lag corti indica che l’innesco non è soltanto frutto della dinamica locale del getto, ma risulta metricamente predisposto. Una regola direzionale universale assicura la coerenza di segno per tutte le sorgenti, mentre una rigidezza globale imposta scala temporale e ampiezza secondo una legge di potenza semplice. La scomparsa del segnale in finestre ruotate o shuffle e nelle simulazioni senza metrica, la stabilità sotto jackknife strumentali e stagionali e la presenza in classi diverse depongono per un’origine genuinamente metrica. I confronti con ΛCDM vengono presentati in termini di differenze interpretative o tensioni con specifici dataset, evitando affermazioni conclusive.

Robustezza e analisi di sensibilità
Griglie alternative (densità ±50%), riposizionamenti delle finestre di controllo e stress test ai nodi preservano i risultati entro le tolleranze; la cross-validation tra quadratura adattiva e Romberg conferma l’indipendenza dall’integratore; variazioni di alpha in [0.45, 0.65] restano entro il 15% sulle ampiezze, variazioni di delta in [0.4, 0.7] comprimono/espandono le finestre senza invertire segni o ridurre la significatività; tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.

Esito tecnico
Tutti i criteri numerici e di qualità risultano soddisfatti: stabilità, frazioni entro σ, RMS, convergenza, assenza di sistematiche a lungo raggio. I segnali anticipatori emergono con segno e legge di scala attesi negli stacking ad alto predittore e scompaiono nei controlli. Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.

SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.

Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.

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